Nei primi quattro mesi dell'anno, le esportazioni italiane di olio d'oliva hanno superato in volume le 129mila tonnellate (+23% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente), generando un fatturato di oltre 940 milioni di euro, nonostante una flessione dei prezzi internazionali (-9,3%) dovuta alla maggiore disponibilità di prodotto nei Paesi competitor.

Lo segnala Evolio Expo che torna a Bari dal 29 al 31 gennaio 2026 alla Fiera del Levante. Gli analisti ricordano che secondo l'ultimo report Ismea nel 2024, rispetto al 2023, l'export di olio d'oliva ha superato i 3,09 miliardi di euro (+42,6%), con più di 344.000 tonnellate vendute all'estero (+6,8%), mentre il fatturato è di 5,8 miliardi di euro. "Il risultato- sostengono - conferma la solidità della filiera e il ruolo dell'Italia come secondo esportatore mondiale di olio d'oliva, con una quota pari al 20% del commercio globale". L'analisi segnala che la filiera è composta da oltre 620 mila aziende agricole e più di 4.240 frantoi.

E' sottolineato infine che "l'olio extravergine italiano si è distinto per la capacità di mantenere prezzi medi sopra i 9 euro al chilo, rispetto a un mercato globale segnato da una generale flessione dei listini, e per l'alta qualità, elemento riconosciuto da operatori e mercati internazionali". Anche sul mercato interno si osservano segnali incoraggianti: la domanda nella Grande distribuzione organizzata (Gdo) è in ripresa, "trainata proprio dal segmento Evo".