Niente «figli e figliastri» nella selezione dei candidati che devono affiancare Antonio Decaro nella corsa alla presidenza della Regione. A lanciare il monito è Marco Lacarra. Il deputato del Pd interviene nel dibattito sui cosiddetti “impresentabili”, gli uomini che stanno cercando un posto nelle liste in via di definizione in questi giorni. «Servono criteri oggettivi — dice il parlamentare dem — se cominciamo a fare i censori e a valutare le singole figure in base ai reati e ai procedimenti in corso per ognuno, diventa inaccettabile, discriminatorio. E strumentale a giochi politici che non possiamo tollerare». Quali possono essere i parametri da considerare? «Non ho una risposta certa — ammette — ma decidiamolo. Stabiliamo che devono restare fuori quelli che sono accusati di aver commesso reati contro la pubblica amministrazione? Quelli che hanno avuto un avviso di garanzia? Purché valga per tutti».
C’è un metodo, però, che non ritiene valido ed è quello che ha adottato il presidente del Movimento 5Stelle Giuseppe Conte per dire di sì al candidato presidente delle Marche Matteo Ricci: «Non si può dire, come ha fatto lui, “ho letto il fascicolo e mi sono reso conto che è innocente”. Dev’esserci un criterio che la coalizione deve stabilire».










