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Missili russi sulla Polonia. Il Colle: "Come nel 1914". Ora Trump deve decidere: se pensava di fermare le guerre grazie ai suoi buoni rapporti personali con Putin e Netanyahu, beh è oggi è evidente che si sbagliava
L'analisi più semplice, efficace e al tempo stesso drammatica l'ha fatta Sergio Mattarella, uomo noto per la sua moderazione nell'uso delle parole: «Stiamo andando verso il baratro, come nel 1914», riferendosi allo scoppio della Prima guerra mondiale. Altri invece ricordano il settembre del 1939, quando la contesa per il controllo di Danzica diede inizio all'invasione di Hitler della Polonia e alla Seconda guerra mondiale. Il fatto che ieri, per la prima volta dallo scoppio della guerra in Ucraina, Putin abbia mandato droni e missili nei cieli della Polonia in effetti configura un atto di guerra non solo contro la Polonia stessa ma contro l'Europa e la Nato i cui Paesi membri sono tenuti a intervenire nel caso uno di loro venga attaccato. Tecnicamente ci sono tutti gli elementi per dire che Putin stia per allargare il conflitto e arrivare solo a nominarla fa tremare i polsi a una guerra mondiale. Più probabilmente si tratta di un crash-test, una provocazione della Russia per valutare le capacità e la volontà dell'Occidente di reagire di fronte a un attacco diretto. Putin, insomma, alza l'asticella dello scontro, alla faccia di tutti i filo putiniani analisti, politici e giornalisti che hanno sempre escluso la possibilità che il tiranno di Mosca avesse intenzione di allargare il conflitto al di fuori dei confini ucraini. Che poi sono gli stessi che si oppongono al riarmo dei Paesi europei «perché ci sono cose più importanti per cui spendere soldi». In poche settimane si è passati da un passo dalla pace l'incontro tra Putin e Trump in Alaska a un passo dalla guerra mondiale, e solo chi è in malafede può sostenere che questo sia accaduto per colpa dell'America imperialista o dell'Europa dormiente. No, questo è un fallo di frustrazione di Putin che non essendo stato capace di prendersi l'Ucraina nei tempi e nei modi che aveva immaginato e non vedendo vie d'uscita onorevoli ora rilancia: o mi date gratis quello che voglio o vi tiro dentro tutti. Ora Trump deve decidere: se pensava di fermare le guerre grazie ai suoi buoni rapporti personali con Putin e Netanyahu, beh è oggi è evidente che si sbagliava.






