Con il suo linguaggio universale, la fotografia si dimostra ancora una volta il mezzo privilegiato per raccontare il presente.

Succede al “Si Fest”, il festival internazionale che nella sua 34esima edizione torna a Savignano sul Rubicone da domani al 28 settembre, con la curatela firmata da Manila Camarini, Francesca Fabiani, Jana Liskova e Mario Beltrambini. Tre weekend, dal venerdì alla domenica, con un programma di 16 mostre, sotto il titolo guida “Geografie visive”, presentazioni dei portfolio in piazza, visite guidate, incontri, presentazioni di libri, concerti.

Raccogliendo brandelli di attualità, il Si Fest non poteva non presentare scenari di guerra, emergenze sociali e climatiche. Come nel lavoro di Taysir Batniji, autore palestinese che evoca il destino di Gaza immortalando semplicemente le chiavi di casa che sono state abbandonate.

O di Hashem Shakeri, iraniano, con un reportage sulle donne in Afghanistan dopo il ritorno dei Talebani. Le urgenze ambientali sono testimoniate dall’islandese Ragnar Axelsson con un lavoro sullo scioglimento dei ghiacciai, dall’iraniano Khashayar Javanmardi che documenta l’agonia ecologica del Mar Caspio ma anche da una collettiva sull’alluvione in Romagna.