55 minuti per cominciare a cancellare 5 anni di incomprensioni. Alla fine, l’atteso incontro tra Harry e suo padre, re Carlo III, è arrivato. La quattro giorni inglese del principe ribelle ha portato il suo frutto. Erano da poco passate le 17 di mercoledì 10 settembre, ora locale a Londra, quando le agenzie hanno rilanciato la notizia, nell’aria da tempo, ma mai veramente confermata: le porte di Clarence House si stavano aprendo al figliol prodigo di casa Windsor.

Re Carlo III era appena rientrato dalle sue vacanze in Scozia, dove i sovrani sono soliti trascorrere il mese di agosto, tra il castello di Balmoral, Castle of Mey e, Carlo in particolare, la grande residenza di Birkhall.

Il volo da Inverness lo aveva appena riportato nella sua casa londinese, quando anche l’automobile di Harry virava verso la stessa destinazione.

Gli analisti del linguaggio del corpo hanno immediatamente rilevato nel duca del Sussex un atteggiamento ottimista e quello sguardo un po’ birichino che ha sempre avuto, sin da piccolo, quello che gli è valso il favore di tutti coloro che lo circondavano e del suo popolo; almeno prima che, nel 2020, decidesse di scappare in America con la sua nuova famiglia voltando le spalle a patria e famiglia e soprattutto alla corona. Imperdonabile, poi, tutto quello che era seguito negli anni successivi e che aveva generato la chiusura totale dei rapporti con la monarchia.