Per la prima volta dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, la Russia ha violato lo spazio aereo di un Paese Nato, entrando con i propri droni nei cieli della Polonia. Varsavia ha descritto l’evento come un atto di aggressione che rappresenta «una minaccia reale» per i civili.Polonia in crisi: il rifiuto di inviare soldati in Ucraina, la paura di un attacco russo e le divisioni interne. Ecco perché è il punto debole della Nato
I droni russi in Polonia Non è ancora chiaro se le 19 violazioni siano state intenzionali o commesse per errore, ma diversi analisti sostengono che Putin abbia in realtà mandato un messaggio a Donald Trump e allo stesso tempo cercato di provocare l’alleanza, mettendo alla prova la sua unità.Cosa farà la Nato? In queste ore ci si chiede quali saranno le prossime mosse della Nato e in che modo può rispondere all’azione del Cremlino. Ieri nel corso di un vertice straordinario del governo, il primo ministro polacco Donald Tusk ha detto che ha attivato la procedura per invocare l’articolo 4 del trattato: significa che la Polonia considera l’atto della Russia una minaccia alla sua integrità territoriale, sicurezza e indipendenza politica, richiedendo un incontro con i 32 membri dell’alleanza. I precedenti Questa procedura ha portato a un incontro del Consiglio Atlantico, il più importante organo politico dell’alleanza, dando la possibilità di discutere, ed eventualmente decidere, di invocare l’articolo 5, uno dei punti centrali del trattato firmato nel 1949: prevede che se uno stato della Nato subisce «un attacco armato» venga considerato come un attacco contro tutti i membri e obbliga gli alleati ad agire per riportare la sicurezza, anche attraverso l’uso della forza.L’articolo 4 è stato invocato solo sette volte dalla nascita della Nato: l’ultima volta nel 2022 da parte di Bulgaria, Polonia, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Estonia, Lituania e Lettonia in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia che aveva portato alla morte di due civili polacchi colpiti da missili del Cremlino. C’è poi un’altra richiesta da parte della Polonia nel 2014, sempre a causa di un’azione russa in Ucraina, e ancora tre richieste da parte della Turchia nel 2012, 2015 e 2020 per la guerra in Siria. A questo punto se dall’incontro emerge che la Russia ha attaccato il territorio di uno Stato membro, allora si potrà passare all’articolo 5: serve il consenso di tutti i membri Nato per attivarlo.L'articolo 5 Dalla fondazione della Nato - creata nel 1949 per contrastare la potenza dell’Unione Sovietica e la sua eventuale espansione in Europa - l’articolo 5 è stato usato una sola volta dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.In quel caso gli Stati Uniti erano stati sostenuti da tutti i membri nella «guerra al terrorismo» iniziata dall’allora presidente George W. Bush. Nel trattato della Nato l’articolo 5 sostiene che «qualora si verifichi un attacco armato, ciascuno di essi, nell’esercizio del diritto di autodifesa individuale o collettiva riconosciuto dall’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti attaccate adottando immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, le misure che riterrà necessarie, incluso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nell’area dell’Atlantico del Nord». Il linguaggio dell’articolo 5 è molto flessibile e permette ai singoli Stati di decidere se e come intervenire: non ci sono limiti né scadenze temporali per chiudere le consultazioni. L’invasione russa dell’Ucraina, nel febbraio 2022, non ha attivato l’articolo 5 del Trattato Atlantico: Kiev infatti non fa parte della Nato.Gli aiuti Ciò non ha impedito agli Stati Uniti e agli altri Paesi membri di intervenire subito con aiuti militari e sostegno diplomatico. Da allora, molti analisti avvertono che il vero rischio è lo sconfinamento del conflitto oltre i confini ucraini, in particolare nei Paesi dell’Europa orientale che fanno parte dell’Alleanza. In quel caso, la Nato sarebbe obbligata a una risposta armata. Un passo falso o una provocazione calcolata da parte di Mosca potrebbero quindi allargare lo scenario bellico, coinvolgendo direttamente altri Stati e trasformando la guerra in un confronto ancora più pericoloso.











