di
Marco Imarisio
Il ministero degli Esteri: «C’è chi propaga miti per un’escalation della crisi ucraina». Peskov: «L’Ovest non ha argomenti»
«Sapete, in questo caso non vogliamo affatto esprimere giudizi, non è di nostra competenza. Questa è una prerogativa del ministero della Difesa». Questa volta occorre cominciare dalle reazioni ufficiali. Ce ne vuole per mettere in imbarazzo Dmitry Peskov, che in questi anni accanto a Vladimir Putin ne ha viste e ne ha dette di ogni genere. Ma il primo commento del Cremlino sulla vicenda dei droni caduti in Polonia, per bocca del suo portavoce, è stato un non commento.
Al quale sono poi seguiti quelli di uguale tenore da parte del ministero della Difesa, un comunicato laconico per dire che «Non erano previsti obiettivi da colpire sul territorio polacco», aggiungendo che la portata massima dei droni che «presumibilmente» hanno attraversato il confine con la Polonia non supera i 700 km. Quasi a sottolineare la delicatezza del caso, per dare manforte al dicastero militare è poi intervenuto anche il ministero degli Esteri: «La Difesa ha confermato inequivocabilmente che non erano stati pianificati obiettivi da distruggere sul territorio polacco… Questi fatti concreti sfatano completamente i miti ancora una volta propagati dalla Polonia per un’ulteriore escalation della crisi ucraina».












