Caro Aldo,

leggerei con piacere un tuo commento sulla chiacchierata tra Putin e Xi sulla loro intenzione di riuscire a campare — e governare — per almeno i prossimi 150 anni... discorso riportato da tutte le testate giornalistiche e televisive. Ma facevano sul serio? Da quanto riportato sembrava proprio di sì.

Mario Mancastroppa

Caro Mario,

C’è qualcosa di turpe e di osceno in questo conciliabolo tra satrapi che uccidono civili, come Putin in Ucraina, e opprimono popoli, come Xi Jinping con gli uiguri e i tibetani, e tra loro discutono come diventare immortali. In effetti l’immortalità non è mai stata così vicina. Il combinato disposto tra biotecnologie — clonazione, riproduzione di organi, cyborg metà uomo metà macchina — e tecnoscienze renderà in futuro possibile costruire creature immortali su cui i Putin o i Thiel di turno potranno montare la propria coscienza, i propri ricordi, insomma la propria personalità con la facilità con cui adesso si impianta un chip. Ovviamente l’immortalità non sarà per tutti. I vari Thiel — che è cresciuto nel Sudafrica dell’apartheid, proprio come Elon Musk — sono molto contrari al Servizio sanitario nazionale. I poveracci possono morire, magari in attesa di un esame urgente fissato per l’anno successivo; la vita eterna sarà riservata a lui e ai suoi cari. In realtà, morire è un atto di generosità. Significa fare spazio agli altri, ai figli, ai nipoti. Anche senza arrivare a chiamare la morte sorella, come nella storia è riuscito a fare solo san Francesco, sarebbe saggio accettare serenamente i propri limiti. L’importante non è vivere per sempre, o arrivare a 120 anni. L’importante è vivere vecchiaie serene, per noi stessi e per le persone che ci amano e che amiamo.