Il senso della gravità di quanto accaduto in Polonia lo dà il comandante supremo alleato (Saceur), il generale Usa Alexus Grynkewich.
"E' la prima volta che velivoli della Nato hanno ingaggiato minacce potenziali all'interno del nostro spazio aereo". Insomma, nemmeno ai tempi della Guerra Fredda si era arrivati a tanto. "E risposto con decisione e rapidità alla situazione", ha poi aggiunto. Il segretario generale Mark Rutte, dopo una mattinata di convulse consultazioni, ha quindi lanciato un messaggio molto chiaro.
"Non si tratta di un caso isolato: siamo pronti, vigili e difenderemo ogni centimetro del territorio della Nato".
Il Consiglio Atlantico era infatti pronto a riunirsi, come ogni mercoledì, per discutere temi fissati mesi fa in agenda, secondo la procedura ordinaria. Tutto spazzato via dall'emergenza. Prima con l'ordine ai jet alleati di alzarsi in volo per intercettare gli Uav. Poi, con l'attivazione dell'art.4 invocato da Varsavia, che prevede che i Paesi membri si consultino "ogniqualvolta uno di essi ritenga che la propria integrità territoriale, indipendenza politica o sicurezza siano minacciate".
"Siamo al fianco dei nostri alleati di fronte a queste violazioni dello spazio aereo", ha rimarcato l'ambasciatore Usa presso l'Alleanza Matthew Witaker. "Il mio messaggio a Vladimir Putin è chiaro: fermi la guerra in Ucraina, fermi l'escalation contro civili innocenti e infrastrutture civili, e smetta di violare lo spazio aereo degli alleati", ha rincarato Rutte.












