William Todts è il direttore esecutivo di Transport & Environment (T&E). È a capo dell’organizzazione (che coordina e rappresenta a livello europeo le attività di diverse ONG nazionali e locali) dal 2017 ed è responsabile della strategia per raggiungere la mobilità a zero emissioni. Parla con Il Sole 24 Ore poco dopo il discorso dell’Unione della presidente Ursula von der Leyen, che ha rilanciato sulla necessità di un «futuro elettrico» per l’Europa, con auto piccole e accessibili. Von der Leyen ha anche anticipato i contenuti del vertice di venerdì 12 settembre, con i protagonisti dell’industria automotive continentale. «Nel rispetto della neutralità tecnologica stiamo preparando la revisione del 2035», ovvero dello stop alla produzione di motori termici, ha detto von der Leyen. Le case produttrici europee (ma anche il governo tedesco e quello italiano, oltre che il leader del PPE) si sono espresse quasi all’unisono, giudicando lo stop una minaccia alla loro sopravvivenza.
Todts sarà uno dei 22 al tavolo, «unico rappresentante della società civile», precisa. La transizione elettrica, sostiene, non è più una prospettiva, è una realtà: «È iniziata nel 2019, quando la quota di veicoli elettrici in Europa era appena all’1-2%. Oggi, settembre 2025, siamo vicini al 18-20%. È un progresso enorme in soli cinque anni: da quasi zero a un quinto del mercato. Secondo: è vero che l’industria, sotto il profilo finanziario, è sotto pressione, ma non dobbiamo dimenticare che ha avuto anni eccezionali nel 2021, 2022 e 2023, i più redditizi di sempre».












