Il tendone, giallo-rosso-verde, apre un istante dopo l’esplosione sulla Familia Madeira, uno dei velieri – battente bandiera portoghese – che fa parte della Global Sumud Flotilla, in navigazione in acque tunisine verso Gaza e i cui responsabili hanno denunciato di essere stati colpiti da un drone, evidentemente (per loro) israeliano. Non c’era e non c’è prova che sia stato un drone, tantomeno israeliano, eppure Alleanza Verdi Sinistra – immarcescibile – scatena il circo: «Vogliamo che il governo italiano ci dica tutto, vogliamo la verità». Ma cosa diavolo c’entra il governo italiano? «Vogliamo sapere da dov’è partito il drone che ha centrato la Flotilla!», tuona Peppe De Cristofaro, deputato bonelliano del Gruppo (fritto) Misto. Peppe è scatenato: «Vogliamo sapere se sono state coinvolte basi italiane.
Non è più il tempo delle parole, servono azioni concrete, le sanzioni». Chissà invece quali sono le azioni concrete a cui pensa il prodigio massimo di Avs, l’europarlamentare Ilaria Salis, la quale in un italiano a lei sconosciuto nella lingua parlata – ma di certo sui social per lei non scrive qualcun altro, no di certo – twitta: «Teniamoci pronti a reagire», corredato di pugno chiuso e bandiera palestinese. Pure per lei, ovviamente, è stato un drone, «un fatto gravissimo che richiede un’immediata e ferma reazione da parte delle diplomazie».











