A un appassionato di serie, Disney+ offre principalmente le infinite reiterazioni di Marvel e Star Wars, le produzioni di Hulu mietitrici di premi e i K-drama: tra questi ultimi si trovano i titoli migliori della piattaforma degli ultimi anni, come l’appassionante spy thriller politico Tempest prodotto da Skydance per Hulu. Scritto dalla sceneggiatrice di Decision to Leave Jeong Seo-Gyeong (o Jung Seo-kyoung) - che ha firmato anche le altre opere di Park Chan-wook The Handmaiden, Thirst, I'm a Cyborg, But That's ok e Sympathy for Lady Vengeance - e diretto dalla regista Kim Hee-Won (Vincenzo, Money Flower), Tempest è una serie quasi perfetta che descrive con chiarezza illuminante l’estenuante conflitto politico e culturale tra Corea del Nord e Corea del Sud, mettendo al centro della storia un trio di donne di potere forti e mischiando spy story e azione. Nel tentativo di mantenere un equilibrio tra toni e genere trova le sue uniche criticità, ma siamo di fronte a un’opera socialmente rilevante che ha trovato il modo migliore e più avvincente per spiegare la situazione politica delle due Coree (e di Cina e Usa) all’Occidente.Hulu/Disney+In Tempest (il titolo inglese proviene dalla tagline della serie “We will brave the tempest and head towards our North Star”. 북극성, ovvero “stella polare”, è titolo originale), Gianna Jun interpreta Seo Mun-ju, idealista ex ambasciatrice coreana all’Onu e moglie del candidato alla Casa Blu Jang Jun-ik (Park Hae-joon di Quando la vita ti dà mandarini). L’attentato che la lascia vedova all'inizio della serie le offre un’opportunità imperdibile: candidarsi personalmente per la carica, al momento detenuta dalla risoluta Chae Kyeong-sin (Kim Hae-sook di Hospital Playlist). Dalla sua parte c’è l’autoritaria suocera nonché potentissima capa d’impresa Lim Ok-seon (Lee Mi-sook di Money Flower), contro di lei il viscido cognato Jang Jun-Sang (Oh Jung-Se di It’s Ok to not Be Okay) che ha avuto la stessa idea di Mun-ju di sostituirsi a Jun-ik nella corsa alla presidenza. Mentre l’entourage di Mun-ju lavora per crearle le opportunità giuste, la giovane donna finisce al centro di una cospirazione internazionale che coinvolge forze politiche determinanti nella relazione tra le due Coree, in particolare gli Stati Uniti e la Cina. Mentre tutti sono convinti che la riunificazione, agognata da decenni dal popolo coreano, possa avvenire solo attraverso la guerra, e i leader al potere si preparano al conflitto, Mun-ju decide di impedirlo. Tuttavia, per venire eletta e riuscirci deve prima sopravvivere a una serie di attentati. A proteggerla, un mercenario dalla nazionalità misteriosa, (Mark) Baek San-ho (Gang Dong-won).Hulu/Disney+Il pregio maggiore di Tempest è senz’altro ascrivibile alla capacità della Jeong di costruire una trama coinvolgente restando aderente al discorso politico e riuscendo a descrivere un quadro politico molto specifico, complicato e stratificato strutturandolo in modo comprensibile anche per i meno informati, in un modo che risulta facile da seguire e appassionante. In Tempest vengono esaminati i meccanismi delle alleanze, dell’intelligence e dello spionaggio; viene esposto il dibattito sulla riunificazione, e come le forze in gioco affrontino lo spettro della minaccia nucleare. Nei primi episodi, al centro della disamina ci sono i governi di Corea del Sud e Stati Uniti, in particolare i rispettivi presidenti e il vicesegretario di Stato americano Miller (interpretato da John Cho); quest'ultimo è l’unico ad avere gli strumenti per decifrare i dati dell’intelligence in grado di esporre un piano sconvolgente. Da notare che, una volta tanto, il direttore del casting di una serie coreana non si è limitato a raccogliere i primi americani incontrati per strada a Seoul per interpretare (male) dei personaggi statunitensi (ricordate il caso ridicolo di Squid Game?), ma ha arruolato attori veri dalla disneyana Abc, da Christopher Gorham a Brooke Smith.Hulu/Disney+Da un Paese fortemente maschilista, dove le donne vengono pagate il 30% di meno degli uomini e si suicidano quattro volte di più che nel resto del mondo, proviene una serie che "affida" il futuro della Corea del Sud a tre figure femminili, rappresentati di altrettante forme di gestione del potere: la presidentessa cauta e pragmatica, la rappresentante del settore industriale manipolatrice e scaltra, la candidata giovane e idealista dalla forza ferma e gentile. Come nel caso di tanti altri film e serie coreani, da Tempest trasuda il desiderio appassionato di un popolo spezzato e diviso di tornare unico, incarnato da Mun-ju. Gianna Jun, conosciuta in Occidente grazie a The Last Vampire e a Il ventaglio segreto, è diventata una star in patria grazie al suo talento per la commedia in k-drama rom-com popolarissimi con My Love from the Star e The Legend of the Blue Sea. Per la Jun, Tempest costituisce la prova attoriale più matura, con la quale si conferma abile anche nei ruoli drammatici. A Mun-ju conferisce grazia, risolutezza, intelligenza, sensibilità e coraggio. Idealista ma con una vena di opportunismo e dall’ambizione incrollabile, è destinata a diventare una figura femminile di riferimento nel panorama televisivo.Hulu/Disney+La personalità magnetica di Mun-ju affascina lo stoico San-ho, indomito ex mercenario disposto a rischiare la vita per proteggerla. Si imbatte nella donna casualmente, dopo che si è ritirato e vive nella chiesa della sua guida religiosa (si, è quasi la stessa trama di The Fiery Priest), la stessa dove Munju e il marito andavano a messa regolarmente. Curiosamente, la Jeong infila nella trama anche una componente religiosa – i due protagonisti sono ferventi cattolici (peccato che la produzione non sappia distinguere un santino di Sant’Antonio da quello di San Giorgio) – che forse avrà più senso nei quattro episodi finali (di nove) che non sono stati forniti alla stampa. I due in comune hanno anche il coraggio, il carisma e la resilienza, sono bellissimi e attratti l’uno dall’altro. Sono entrambi attraversati da un’impercettibile ambiguità: forse, uno dei due, potrebbe rivelarsi un manipolatore e doppiogiochista, il che rende la loro potenziale love story più intrigante. Gang Dong-won, che da vent’anni schiva la televisione accettando solo ruoli cinematografici (Peninsula, Iland, Duelist, Le buone stelle - Broker), con Tempest è tornato al piccolo schermo. Anche questa volta, è dimostrato bravo e preciso, confermando una propensione per i ruoli d'azione.Hulu/Disney+La Jeong inserisce in una narrazione già ricca, anche una storyline che esplora la sottintesa attrazione tra i due. La loro relazione ha lo stesso fascino intrigante di quelle tra la donna in pericolo e il suo protettore del classico con Kevin Costner Guardia del corpo e della serie britannica Bodyguard. A un certo punto trova spazio un fugace momento tra i due, durante la minaccia dell'esplosione di una bomba, che costituisce una delle scene di suggestione erotica più sensuali del piccolo schermo. Quella di sospendere frequentemente la trama politica per scandagliare la relazione intima tra Mun-ju e San-go è una mossa rischiosa, perché, come accennato, in Tempest c’è già molta carne al fuoco. Per fortuna, la produzione riesce a bilanciare, quasi sempre con successo, una grande narrazione corale con una dimensione più umana e intima, le scene d’azione con l’intrigo politico. È un racconto raffinato e colto, supportato da un cast impeccabile e da un valore di produzione importante, tematicamente stratificato e radicato nel realismo, fedele all'autenticità culturale della Corea del Sud e del suo clima socio-politico: ha, in pratica, tutte le carte in regola per essere una delle serie più importanti dell'anno.
Tempest su Disney+ è una delle serie più politicamente rilevanti dell'anno (ed è assolutamente da vedere)
Scritta dalla sceneggiatrice dei film di Park Chan-wook, prodotta da Skydance, interpretata dalle star asiatiche Gianna Jun e Gang Dong-won, è una delle serie più politicamente rilevanti dell'anno






