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Ultimo aggiornamento: 8:15
L’imprenditore ed ex consigliere regionale Udeur Nicola Ferraro e il sindaco di Arienzo (Caserta) e coordinatore provinciale di Forza Italia Giuseppe Guida, arrestati per corruzione sull’appalto comunale dei rifiuti indirizzato verso la ditta amica dell’imprenditore, si incontravano nell’abitazione di Ferraro. Ci sono le immagini delle telecamere casalinghe che riprendono l’auto del sindaco arrivare.
I due discutevano di come Ferraro avrebbe potuto aiutare Guida alle elezioni provinciali, come previsto dall’accordo corruttivo. E dell’assunzione, avvenuta, della moglie dell’ex consigliere regionale nel Comune di Arienzo, nonostante non avesse i titoli. Ma la tenuta delle indagini dei carabinieri di Caserta – e delle intercettazioni telefoniche ed ambientali che evidenziano le accuse – ha traballato di fronte alle riforme Nordio.
Ferraro e Guida hanno infatti giustificato quegli incontri come connessi ai problemi della rottura di un tubo di un acquedotto e sulla competenza delle spese per i danni. Ma per il giudice di Napoli Nicola Marrone “evidentemente ingiustificate ed inverosimili appaiono le concordi giustificazioni di carattere idraulico, verosimile frutto avvelenato della introduzione normativa dell’interrogatorio preventivo che consente di concordare in anticipo le dichiarazioni difensive”. E riguardo all’assunzione della signora a tempo indeterminato come istruttore direttivo contabile in assenza del titolo di laurea indicato nel bando, il giudice ricorda che “se oggi non ha più alcun valore sotto il profilo dell’abuso di ufficio, continua a mantenere un valore indiziante sulla effettiva natura dei rapporti tra il Ferraro ed il Guida”. In parole povere, l’abrogazione del reato ha salvato i due da un’ulteriore ipotesi di accusa.






