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Il ministro fedelissimo al posto di Bayrou. Il gelo dei socialisti: "Uno schiaffo". Le Pen: "Ultima carta". Mélenchon: "Triste commedia"
Prima l'idea di un negoziatore, poi una mozione per il licenziamento del presidente della Repubblica, infine la virata su un macroniano della prima ora che dovrebbe traghettare la Francia verso il varo di una legge di bilancio, al contempo, delicata e decisiva per il futuro non solo dell'Eliseo ma del paese. È accaduto proprio di tutto un attimo dopo le dimissioni che François Bayrou ha consegnato nelle mani di Emmanuel Macron, dopo la sfiducia incassata lunedì scorso dall'Assemblea Nazionale e prima della nomina a premier di Sébastien Lecornu che giurerà oggi.
«Questo Primo Ministro non avrà altra scelta che rompere con la politica perseguita per otto anni», ha attaccato il leader del Rassemblement National Jordan Bardella, secondo cui in tal caso «le stesse cause porteranno alle stesse conseguenze e, per definizione, porteranno alla censura del governo». Il RN è certo di ottenere la maggioranza assoluta in caso di nuove elezioni e ha chiesto di «ritornare davanti al popolo francese senza il quale non vedo come potrebbe emergere qualcosa di sano» con Marine Le Pen che sentenzia: «Macron ha sparato l'ultima cartuccia. Dopo le inevitabili elezioni il primo ministro si chiamerà Jordan Bardella».






