Agettare il sasso, senza però togliere la mano (al contrario di quanto recita il proverbio), è una consigliera regionale di opposizione (Avs), la cuneese Giulia Marro. Che, nel «question time» a Palazzo Lascaris, segnala una quanto meno particolare modalità di prenotazione delle visite sanitarie: appuntamenti prenotati per la notte, ma «fittizi», cioè con l’indicazione che il cittadino verrà ricontattato. Un esempio concreto, fra quelli raccolti dalla Marro. Nella schermata si legge: «Stato: prenotato Rm del rachide lombosacrale. Martedì 9 settembre 2025 alle ore 00:01. Cuneo- Azienda Ospedaliera Santa Croce/Carle». E nelle note a seguire: «Nrx-Unica-Rm-Agenda valutazione Rm. Note paziente: inserimento in lista d’attesa. La data non è reale. Verrà ricontattato, o inviato nella sede più opportuna, per appuntamento definitivo».

La consigliera interviene nell’aula della Regione, con il quesito: «Riguarda le liste d’attesa dell’ospedale di Cuneo e anche dell’Asl Cn1. In questi giorni ho letto molto sui giornali che si fa riferimento a un modello Cuneo, da esportare per la gestione delle liste d’attesa. Sono contenta, perché è il mio territorio. Però avevo un dubbio». Eccolo: «A me sono arrivate segnalazioni, ultimamente, di pazienti che avevano da fare un esame radiologico e quindi con l’impegnativa andavano a prenotare allo sportello del Cup oppure per telefono. E gli veniva dato un orario, un appuntamento spesso di notte, precisando che però era fittizio e quindi sarebbero stati richiamati. Cosa che avveniva, ma spesso non nel limite dei 10 giorni: come sappiamo, se c’è un’urgenza di categoria B vuol dire che l’esame va fatto nei 10 giorni. Quasi come se fosse aperto un altro canale di prenotazione». Il quesito: «Volevo chiedere se siete a conoscenza di questo. E se questo è considerato il nuovo metodo di gestione delle liste d’attesa. Da poi estendere in tutta la regione».