SAN PIETRO IN GU (PADOVA) - «Ho saputo solo stamattina alle 11 della morte di Ayoub (ieri, 9 settembre, ndr). Non era rientrato durante la notte, ma pensavo avesse deciso di dormire da un amico, come già accaduto altre volte, senza avvisarmi. Invece ha avuto un incidente e non c’è più». Sono le parole, interrotte da lacrime strazianti, che Teresa Bernardi, da tre anni moglie di Ayoub Lhasni, rivolge in una accorata telefonata al vicino di casa, il signor Aurelio che abita al piano superiore. Si sfoga con lui, che a propria volta cerca di trovare parole di conforto per affrontare un dramma tanto imprevisto quanto improvviso.

In via Formigaro, la casa della giovane coppia è adornata ancora dei fiocchi azzurri per la recente nascita del figlio terzogenito: un maschietto venuto alla luce il 30 agosto, che si aggiunge alle due sorelline di 8 e 4 anni. Una famiglia giovane e multiculturale, che da quasi un decennio condivideva un progetto di vita comune. Dal 2016 Teresa e Ayoub vivevano in quella abitazione che avevano acquistato, immersa nel verde della campagna altopadovana a confine tra San Pietro in Gu, Gazzo e Grantorto. Teresa, originaria di Sandrigo (Vicenza), è attualmente in congedo per maternità dal lavoro come operaia orafa in un’azienda del Bassanese. Con il suo stipendio e il supporto regolare dei genitori, sosteneva economicamente la famiglia di cinque persone, compreso pagare le rate del mutuo della casa. Ayoub, invece, aveva occupazioni saltuarie, intervallate da periodi di inattività. «Tutte le mattine Teresa caricava l’ovetto del neonato in auto, sistemava i seggiolini delle bambine e partiva per Sandrigo, dove le piccole frequentano la materna e ricevono l’aiuto della nonna», racconta Aurelio. «Anche stamattina alle 7 e un quarto l’ho vista partire, sembrava però più seria del solito, forse preoccupata per l’assenza del marito durante la notte».