Ebbene mancava proprio, da parte di Elly Schlein, un tentativo di riavvicinamento al mondo cattolico dopo gli applausi che hanno accolto Giorgia Meloni al meeting di Rimini. E che ti combina l’astuta segretaria del Pd? Dalla Festa dell’Unità di Torino inventa un nuovo modello di santità: il santo antifascista. Parlando di Pier Giorgio Frassati infatti Schlein si è così espressa: «Oggi è un giorno particolare per questa città, perché non distante da qui nel 1901 nasceva un torinese, Pier Giorgio Frassati, che proprio oggi è stato reso santo davanti a 80mila persone e che partendo da una famiglia borghese ha dedicato tutta la vita agli ultimi, ai poveri, agli operai, si è laureato in ingegneria mineraria proprio per stare accanto ai minatori, fra i lavoratori forse proprio gli ultimi degli ultimi. E soprattutto un fervente antifascista».
E così quello che per la Chiesa è un santo giovane che può divenire punto di riferimento dei giovani d’oggi disorientati dal relativismo nichilista (e con lui Carlo Acutis), viene trasformato da Schlein in un’icona col fazzoletto rosso al collo. Una mossa maldestra, se non proprio ridicola.
Certo se Schlein pensa di intercettare le simpatie dei cattolici alternando i balletti ai Pride con l’elogio della santità “antifascista” l’impresa si preannuncia assai difficile. Non che Frassati non fosse acerrimo nemico delle camicie nere: lo era, ma si tratta di un dettaglio nella sua biografia, anche perché morì giovanissimo nel 1925.






