La villetta a due piani color ocra è vicino alla spiaggia nell'elegante quartiere Qatara di Doha.
Le potenti esplosioni provocate da dieci bombe sganciate dai caccia israeliani sono sembrate un terremoto: le aiuole di bouganville, le palme tutt'intorno sono state ricoperte dai detriti, colonne di fumo sporco si sono mischiate con la cappa dei 43 gradi della capitale.
L'attacco a sorpresa, un raid definito 'storico' perché è la prima volta che l'Idf attacca il Qatar, fanno notare in Israele, ha preso di mira i vertici di Hamas riuniti nell'edificio. Forse proprio per discutere l'ultima proposta americana di un accordo globale di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. Quella leadership accusata da Idf e Shin Bet di "aver guidato per anni le attività terroristiche contro Israele e direttamente responsabili del massacro del 7 ottobre". Nel mirino c'erano nomi di peso, come quello di al-Hayya. Ma sulla loro sorte non c'è certezza, dopo una giornata di voci e smentite e l'ipotesi che le bombe abbiano fatto i maggiori danni sulla casa vicina a quella della riunione. Il centro dell'edificio bombardato è crollato su se stesso, ha riferito la Cnn sul posto, la polizia ha impedito alla gente di avvicinarsi e fare foto. I media arabi però hanno inondato tv e social di video e immagini.












