Israele ha "accettato i principi" stabiliti dal presidente statunitense, Donald Trump, per porre fine alla guerra a Gaza, che includono "il rilascio immediato di tutti i nostri ostaggi" detenuti dai gruppi islamisti nella Striscia. Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo a un evento organizzato dall'ambasciata degli Stati Uniti in Israele. "La guerra a Gaza può finire immediatamente, perché abbiamo già agito", ha affermato Netanyahu, riferendosi all'attacco di oggi dell'Idf contro membri del movimento islamista Hamas a Doha, in Qatar.
"I giorni in cui i leader terroristici godevano dell'immunità ovunque sono finiti. I nostri nemici dovrebbero sapere una cosa: dalla fondazione dello Stato di Israele, il sangue ebraico non è stato sprecato. L'attacco in Qatar è stato condotto in modo ottimale e preciso". Una operazione mirata oltreconfine, in uno Stato sovrano, che ha però creato un nuovo difficilissimo caso diplomatico in Medio Oriente e una raffica di critiche internazionali (in testa dal premier britannico Starmer e dal presidente francese Macron) contro Israele che non sembra semplificare le trattative per la pace, anzi.
Hamas ha confermato che il leader del movimento, Khalil al Hayya, è scampato all'attacco israeliano con caccia e droni a Doha, ma è morto il figlio dell'esponente, Hammam. Lo scrive al Jazeera citando Suhail al Hindi, membro dell'ufficio politico del movimento al potere a Gaza. Al-Hindi ha detto che il tentativo di uccidere Khalil al-Hayya e altri leader di Hamas, riuniti per discutere la proposta di cessate il fuoco di Trump, è fallito. Cinque membri di Hamas sono stati uccisi, sottolineano da Gaza, ma la leadership del gruppo "è sopravvissuta". Oltre ad Hammam è stato ucciso uno dei suoi principali assistenti e si sarebbe "perso anche il contatto con altre tre guardie del corpo". Le autorità del Qatar hanno invece comunicato la morte di un agente di sicurezza interno.












