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Per molti anni il Burning Man è stato il punto di riferimento estivo per professionisti e imprenditori del settore tecnologico che lavorano a San Francisco, e che per qualche giorno si trasferiscono nel deserto del Nevada per partecipare al festival. Negli ultimi anni, però, secondo le stime degli organizzatori, il pubblico di Burning Man è diventato un po’ più vecchio: l’età media dei partecipanti è aumentata da 33 a 36 anni.
Tra i motivi c’è che «la maggior parte dei giovani fondatori di startup non beve e non fa festa: sono concentrati, lavorano molte ore, costruiscono brand e creano contenuti», come ha detto un’imprenditrice del settore al quotidiano San Francisco Standard. Questa dedizione al lavoro riguarda in particolare le aziende e le startup che si occupano di intelligenza artificiale, tra le quali si sta diffondendo un metodo di lavoro nato in Cina e fatto di turni massacranti, noto anche come “996”.
Le cifre che compongono il nome spiegano come funziona: si lavora dalle nove di mattina alle nove di sera, sei giorni alla settimana, per un totale di circa 72 ore settimanali, quasi il doppio delle 40 ore tipiche di un contratto di lavoro a tempo pieno.
Il cosiddetto regime 996 è nato in Cina, dove si è diffuso soprattutto tra le aziende tecnologiche locali, come ByteDance, Huawei e Alibaba, diventando col tempo sempre più controverso e criticato. I suoi orari sono contrari anche alle leggi sul lavoro cinesi e sono stati definiti una forma di «schiavitù moderna»: anche per questo, negli ultimi anni molti lavoratori hanno protestato e richiesto condizioni di lavoro migliori.







