(di Michele Cassano) "Il diritto all'informazione non può essere cancellato".

È lo slogan pensato per la manifestazione organizzata dall'Ordine dei giornalisti del Lazio a Piazza Santi Apostoli a Roma nella quale sono stati letti i nomi dei 289 reporter uccisi a Gaza.

Il numero sale 294, compresi gli israeliani, se si considerano anche quelli uccisi in Libano. Al presidio è stato esposto un cartellone con i nomi delle vittime, oltre ad alcune foto macchiate di vernice color sangue. Gli organizzatori hanno fatto sapere che hanno aderito esponenti di tutti i partiti politici, escluso Fratelli d'Italia, i quali si sono alternati, insieme a rappresentanti della società civile, nella lettura dal palco.

"Abbiamo voluto questa manifestazione, riprendendo una proposta di Articolo 21, non solo per ricordare le vittime, ma anche chi lavora lì in condizioni disagiate - ha detto il presidente dell'Odg Lazio, Guido D'Ubaldo -. Speriamo anche che ci sia la possibilità che una delegazione internazionale finalmente possa entrare nella Striscia, ricordando a tutti che il giornalismo non è terrorismo". "Venire a leggere questi nomi significa ridare vita a queste persone - ha sottolineato la presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia -. La scritta 'press' sulla pettorina sembra quasi ormai essere un bersaglio e non una protezione. Questo è gravissimo, così come è gravissimo che i giornalisti internazionali non possano raccontare cosa sta accadendo".