È uno dei tanti misteri dell’economia italiana. Riguarda la reale capacità (e la volontà) delle aziende italiane e delle multinazionali che operano in Italia di investire nel nostro Paese. E, se volete, è conseguente all’enigma del credito bancario. Hanno ragione gli istituti di credito nel dire che «il cavallo — metafora classica dell’industria — non beve», anche perché forse è sufficientemente patrimonializzato, oppure le aziende, soprattutto quelle piccole, quando lamentano una difficoltà crescente nell’accedere al finanziamento bancario? E, spostandoci nel versante dell’ammodernamento degli impianti e degli investimenti nel digitale e nell’Intelligenza artificiale, il pacchetto Transizione 5.0 stenta a decollare per colpa della burocrazia ministeriale o della ritrosia imprenditoriale?