ROVIGO - Sono molti i Comuni della provincia che hanno iniziato la battaglia contro l'abbandono di rifiuti. Le sette amministrazioni legate al Comando di polizia locale associata Medio Polesine (Arquà Polesine, Crespino, Gavello, Guarda Veneta, Polesella, Pontecchio Polesine e Villanova Marchesana) si sono già dotate di sistemi tecnologici chiamati fototrappole per contrastare gli illeciti ambientali. Così anche i Comuni di Adria, Occhiobello e Badia Polesine hanno già emesso sanzioni grazie all'installazione di questi efficaci strumenti in grado di individuare chi, pensando di farla franca, scarica sacchi di immondizia fuori dalle aree di raccolta e dai cassonetti, se non addirittura lungo le strade o aree di sosta. Un reato oggi, che prevede dal 2023 multe da 1.000 a 10.000 euro, con pena raddoppiata in caso di rifiuti pericolosi.
Rovigo non vi ha ancora provveduto. Eppure la città appare sporca, un giudizio più volte rimarcato anche dal sindaco Valeria Cittadin che pubblicamente ha fatto notare come il servizio di Ecoambiente non fosse così efficiente ed efficace. I commercianti si lamentano dei pochi passaggi di raccolta da parte degli operatori dell'azienda e senza orari fissi, con la conseguenza di una miriade di scatoloni lasciati fuori dai locali per ore anche sulle piazze e i marciapiedi. E ai lati dei cassonetti, spesso vengono depositati rifiuti e ogni tipo di immondizia dai cittadini. «Purtroppo non siamo riusciti ad inserire il costo delle fototrappole nell'avanzo di amministrazione - afferma l'assessore all'ambiente Andrea Denti - perché c'erano altre priorità. Sicuramente però cercheremo altre fonti di finanziamento perché riteniamo che sia una misura efficace contro l'ecovandalismo».







