Oltre sessanta persone, tra cui un bimbo di nemmeno due anni, sono rimaste intossicate dalla salmonella, dopo aver mangiato in un ristorante di San Marcellino, nel Casertano. L'Asl di Caserta servizio veterinario ha disposto la chiusura del locale e avviato indagini sanitarie. Tra le ipotesi, visto che i contagi si sono avuti tra persone che hanno mangiato nel locale in giorni diversi, quella che la salmonella sia stata trasmessa da un portatore sano. Nessuno dei contagiati sarebbe comunque in gravi condizioni.

«In totale abbiamo avuto circa 65 intossicati - spiega Alfonso Giannoni, coordinatore servizi veterinari dell'Asl di Caserta, responsabile delle intossicazioni alimentari - 25 in una prima tavolata del 31 agosto e altri clienti di altre 3 tavolate in giorni successivi, non collegati ai primi. Siamo stati contattati alle 21,30 di sera del 2 settembre dal direttore sanitario dell'ospedale di Marcianise che ci ha comunicato che c'erano 8 persone della stessa famiglia al pronto Soccorso con febbre, diarrea, vomito, e valori alterati dei globuli bianchi. Facevano parte di una tavolata che aveva cenato la sera del 31 agosto al ristorante di San Marcellino, in provincia di Caserta. Altri erano a casa nelle stesse condizioni, altri ancora erano ricoverati nei PS degli ospedali di Caserta e Aversa. Abbiamo attivato subito l'indagine epidemiologica e prontamente inviato due squadre di medici e veterinari, già alle 22 di sera, negli ospedali a prendere le deposizioni dei pazienti, per capire cosa e dove avessero mangiato, e quindi presso il ristorante. Qui è stato riscontrato che la situazione igienico-sanitaria non era grave. Sono state comunque fatte sanzioni ed effettuati i campionamenti degli alimenti, dei quali si attendono gli esiti degli esami. Mentre è stato accertato già che l'intossicazione è da salmonella, perché l'ospedale che ha fatto le ricerche sulle feci dei pazienti ne ha accertato la presenza. Ipotesi, peraltro, che abbiamo subito preso in considerazione, già quando abbiamo visto che i sintomi erano comparsi entro 24-48 ore dal consumo».