MONACO – “Gli obiettivi fissati dall’Europa per il settore auto per il 2030 e il 2035 in termini di CO? non sono più raggiungibili. A meno che non si ipotizzi un crollo del mercato intorno al 30% o un tracollo finanziario di tutte le case automobilistiche europee. Accogliamo con favore la discussione strategica sull’evoluzione della regolamentazione in Europa. La discussione è importante. Ma è ora di passare all’azione”. Jean-Philippe Imparato, responsabile Europa del gruppo Stellantis, a pochi giorni dall’incontro del 12 settembre tra i costruttori europei riuniti nell’Acea e la Commissione Ue, è venuto all’IAA Mobility di Monaco per lanciare un messaggio chiaro: “Per risollevare l’auto europea, salvare migliaia di posti di lavoro e finanziare la transizione verso la neutralità carbonica che resta l’obiettivo finale, bisogna fare qualcosa entro la fine dell’anno”.
Dottor Imparato qual è la vostra ricetta per salvare il settore?
“Le priorità da affrontare sono quattro. Innanzitutto vanno cambiate le normative sulle emissioni per il 2030 e il 2035 per i veicoli commerciali leggeri che sono letali per un settore invece fondamentale per la redditività delle aziende. Stellantis ha una quota di mercato del 30% di Lcv con una quota di elettrici del 10%. Se devo arrivare al 20% di veicoli commerciali a batteria dovrei raggiungere il 60% di quota di mercato. Ma non è un obiettivo raggiungibile. Quindi bisogna portare il calcolo della media delle emissioni a un periodo di cinque anni sui veicoli commerciali per dare la possibilità di accompagnare il cliente finale nel suo cambiamento mentale e anche professionale”.











