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Il presidente argentino ultraliberista Javier Milei ha subìto una importante sconfitta alle elezioni di domenica nella provincia della capitale Buenos Aires, che è la più popolosa del paese. Il suo partito, La Libertad Avanza, ha ottenuto il 34 per cento dei voti contro il 47 per cento di Fuerza Patria, il partito peronista e di sinistra che è la principale forza di opposizione.

Benché si trattasse di elezioni locali – si votava per rinnovare la metà delle due camere del parlamento provinciale, e per eleggere vari funzionari – Milei aveva impostato la campagna elettorale sulla politica nazionale. La provincia di Buenos Aires è storicamente favorevole ai peronisti, e Milei aveva detto che le elezioni sarebbero servite a «mettere l’ultimo chiodo sulla bara del kirchnerismo», da Cristina Kirchner, l’ex presidente peronista attualmente agli arresti domiciliari. Ora, al contrario, la sua sconfitta potrebbe mettere a rischio la continuazione delle sue politiche economiche.

Hanno contribuito a danneggiare la popolarità di Milei gli scandali che hanno coinvolto sua sorella Karina, che è la sua capa di gabinetto. In un audio diffuso online si sente Diego Spagnuolo, ex direttore dell’Agenzia nazionale per la disabilità, dire in una conversazione privata che lui e Karina Milei avrebbero preso delle tangenti da alcune aziende farmaceutiche in cambio dell’appalto per la fornitura di farmaci e prodotti sanitari che l’agenzia destina alle persone con disabilità.