“Riconosco di aver causato un danno non solo alle persone a bordo, ma alla società intera, riducendo la fiducia nei viaggi aerei”. Con una piena e sofferta ammissione di colpa, l’ex pilota dell’Alaska Airlines Joseph David Emerson si è dichiarato colpevole di aver tentato di spegnere i motori di un aereo passeggeri in volo, in un episodio che due anni fa sconvolse gli Stati Uniti. Venerdì, in un’aula del tribunale dell’Oregon, Emerson ha raggiunto un accordo di patteggiamento, dichiarandosi colpevole in corte federale per interferenza con un equipaggio di volo e “no contest” (un’ammissione di colpa senza contestare le accuse) in corte statale per aver messo in pericolo l’aereo e i suoi 83 passeggeri.
La vicenda risale al 22 ottobre 2023. Emerson, viaggiando come passeggero fuori servizio nel seggiolino extra della cabina di pilotaggio di un volo Horizon Air da Everett a San Francisco, si alzò e, dopo aver detto ai piloti “Non sto bene”, tentò di tirare le due leve rosse del sistema antincendio, una manovra che avrebbe interrotto il flusso di carburante ai motori. Ne seguì una colluttazione di circa 90 secondi, al termine della quale i piloti riuscirono a bloccarlo e a farlo allontanare dalla cabina. L’aereo fu dirottato a Portland. Una volta in cabina passeggeri, Emerson disse a un’assistente di volo: “Ammanettatemi subito o andrà a finire male”, e in seguito tentò anche di afferrare la maniglia di un’uscita di emergenza. Agli investigatori, raccontò di non aver dormito per oltre 40 ore, di essere depresso per la recente morte di un amico e di aver assunto funghi allucinogeni due giorni prima. Sostenne di credere di essere in un sogno e di aver tentato di “svegliarsi” tirando le leve.






