OPPEANO (VERONA) - Alberto Stefani non ha fatto una piega, mentre Matteo Salvini tratteggiava il suo profilo, sabato alla festa di Oppeano: «Mi chiedete se ho un nome come candidato ideale per la presidenza del Veneto? Ho qui, in fianco a me, uno dei sindaci più giovani, uno dei parlamentari più giovani». Anche ieri (7 settembre) il deputato ha preferito non commentare l’investitura: l’ipotesi del segretario regionale in Lega circola ormai da tempo, l’alternativa di Lorenzo Fontana è già stata archiviata dal leader federale, la decisione deve pur sempre ancora passare per il tavolo nazionale del centrodestra. Ma indubbiamente l’esplicitazione da parte del vicepremier è stata un’accelerazione quanto meno sul piano della comunicazione, impressa non a caso dopo quattro giorni trascorsi a Nordest tastando il polso della base in fibrillazione per le lungaggini dentro l’alleanza, tanto che in settimana il partito potrebbe cominciare a scoprire le proprie carte su liste, simboli e programmi.

Prima con i cronisti al termine del giro nelle cucine e poi davanti alla platea sul palco del comizio, l’altra sera Salvini ha auspicato tempi rapidi per la scelta: «Spero che gli amici concordino con noi il prima possibile, perché questa candidatura dà valore aggiunto al centrodestra e alla sua unità». Parlando con l’Adnkronos, però, ieri anche Luca De Carlo come coordinatore veneto di Fratelli d’Italia ha sollecitato la convocazione delle urne da parte del presidente uscente Luca Zaia: «Ad oggi non c’è ancora una data certa delle elezioni, e la cosa non è un problema da poco». Il meloniano, a sua volta indicato come possibile alfiere della coalizione, non ha invece dato troppo peso alla designazione leghista: «Per il Veneto nei prossimi giorni ci sarà la scelta del candidato, quello che conta è l'unità del centrodestra, chi sarà poi la punta della squadra non è un problema, ai veneti daremo il miglior candidato possibile».