L’altro giorno, nel tribunale di Tempio Pausania, è andato in scena un dramma collettivo che mai si era visto in un’aula di giustizia. Ma allo stesso tempo, sullo stesso palco, recitava la sua parte anche l’inopportunità. E non è stato un bello spettacolo. La domanda da cui partire per raccontare quello che è successo è questa: esiste qualcosa di più doloroso e tragico della perdita di un figlio? La risposta è no, ammesso che si possa fare una classifica, diciamo così, del dolore per la morte di una persona cara.
Riassumiamo per sommi capi. A Tempio, come tutti sanno, è in corso il processo per violenza sessuale di gruppo contro Ciro Grillo e i suoi tre amici genovesi. Mercoledì scorso, a sei anni dai fatti, era prevista la camera di consiglio e quindi la sentenza. Ma di prima mattina sul processo è piombata la notizia tragica della morte del figlio di Marco Contu, il presidente del collegio che sta giudicando i quattro imputati. Era un ragazzo di 22 anni e ha finito i suoi giorni sotto un treno della metropolitana, a Roma.










