La sentenza era attesa per oggi, invece una tragedia ha interrotto bruscamente le ultime battute del processo a Tempio Pausania nei confronti di Ciro Grillo, figlio di Beppe, fondatore del M5s, e tre suoi amici genovesi, Francesco Corsiglia, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, tutti accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di due giovani donne nell'estate del 2019 in Costa Smeralda.

Neppure il tempo di entrare in aula e già si era sparsa la voce che il figlio del presidente del collegio giudicante, Marco Contu, era morto ieri a Roma.

Il ragazzo, 22 anni, è, infatti, deceduto dopo essere finito sulle rotaie della linea B della metro. Tra le ipotesi investigative della polizia anche quella del gesto volontario.

Una notizia che ha scosso tutti: visi tirati e tanta commozione all'ingresso dei soli due giudici a latere, Marcella Pinna e Alessandro Cossu. Tuttavia, appena l'udienza per il rinvio tecnico si è aperta, è scoppiata la polemica per l'ipotesi di proseguire giovedì 4 con le controrepliche della difesa e la sentenza.

"È inaccettabile poter pensare che una persona, non solo un magistrato, che ha perso un figlio possa serenamente venire in udienza domani ad ascoltare qualunque cosa che rispetto alla morte del figlio è sicuramente una sciocchezza", ha tuonato l'avvocato Alessandro Vaccaro, difensore di Lauria.