Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 20:06

Doncic domina per 40’, l’Italia sprofonda e poi la rimonta con grande orgoglio. Ma nei momenti decisivi – soprattutto negli ultimi minuti – spreca tanto. E la Slovenia passa (meritatamente) ai quarti di finale vincendo 84-77. Gallinari e Niang (10 e 12 punti) trascinano gli azzurri fino al -1, Fontecchio è il miglior realizzatore dei suoi (22 punti) ma non basta. Il non gioco alla lunga paga. Orgoglio e resilienza non mancano, ma ancora una volta i dettagli fanno la differenza. Troppi falli commessi e tanta fatica a rimbalzo sono problemi che si rivelano decisivi. In una partita a inseguire e dai mille volti, l’Italia saluta l’Europeo e Gallinari dice addio alla Nazionale omaggiato al centro del campo.

Pronti, via Doncic è semplicemente immarcabile. Complice (l’ennesima) partenza lenta degli azzurri, la stella slovena segna 22 punti dopo soli 10’. L’Italia non gira bene il pallone e le troppe palle perse incidono. Fontecchio cerca la prima reazione della partita e – anche con poche idee offensive – l’Italia chiude il secondo quarto sul -10. Al rientro dagli spogliatoi, l’inerzia cambia: gli azzurri ripartono con grinta, ma due ingenuità rischiano di compromettere tutto. Con due falli di sfondamento consecutivi e quattro falli di Fontecchio, la Slovenia cerca lo strappo decisivo sfruttando l’altezza di Omic. E anche senza Doncic, gli avversari dimostrano di saper stare in campo. Nell’ultimo quarto, tutto cambia in pochissimo tempo: libero dopo libero, Gallinari e Niang costruiscono una speranza. Melli segna dall’angolo e l’Italia torna addirittura sul -1. Poi, gli ultimi possessi decisivi non offrono grandi soluzioni. Con troppa frenesia, l’Italia non aggancia il risultato e la Slovenia chiude la partita.