Professor Giulio Maira, è uno dei sette periti della Consulta medica al Dicastero. Come è avvenuto il riconoscimento del miracolo attribuito a Carlo Acutis?

«Il caso di questa guarigione scientificamente inspiegabile la abbiamo visionata nel 2022. Iniziai, io come gli altri miei colleghi, ad analizzare tutta la corposa documentazione medica a corredo. Si trattava di una studentessa di 21 anni, di nome Valeria, che a causa di un incidente in bicicletta aveva riportato un trauma cranico. Era sera e stava tornando a casa. La paziente fu portata in ospedale ma arrivò al pronto soccorso in una situazione di coma grave. Nella valutazione del coma e della prognosi vi sono alcuni indicatori importanti. In questo caso la paziente era in coma tre, il che significa che si trattava della condizione più complessa. Per fare capire: si tratta di un parametro che va da tre a 15, in cui 15 rappresenta la normalità, mentre tre una situazione decisamente critica. Vi erano poi altre condizioni specifiche che furono rilevate, per esempio lo stato delle pupille, e Valeria aveva una midriasi bilaterale, il che significa che le aveva dilatate e non più reattive».

Un brutto segno?

«Terribile. È sempre un indice di una grossa sofferenza al tronco dell'encefalo. E se consideriamo che il tronco dell'encefalo rappresenta l'asse centrale della funzionalità del nostro sistema nervoso, il danno valutato era importante, con limitate possibilità di recupero. Sempre dalle carte visionate ricordo anche la Tac che aveva rilevato una grossa emorragia, con una contusione diffusa a livello della regione temporale di destra. Il quadro era pieno di incognite considerando il peggioramento dell'emorragia».