I giornali italiani non ne hanno dato notizia oppure sono stati molto vaghi parlando di uno “scandalo sulla casa” e concentrandosi solo sul rimpasto politico che è seguito alle dimissioni di Angela Rayner da vice premier in Gran Bretagna (compiacendosi che esso fosse tutto “al femminile”). In verità lo “scandalo” è stato un vero e proprio terremoto che ha minato la residua credibilità di un governo laburista, in profonda crisi e ormai ampiamente superato nei sondaggi dal Reform di Farage.
Le circostanze in cui poi la faccenda è venuta alla luce, un vero e proprio Watergate dei nostri giorni, mostra come una stampa indipendente e con la capacità di condurre inchieste senza arrendersi alle prime difficoltà o ai diktat del potere possa ancora oggi svolgere quel ruolo di “cane da guardia” che è stato suo proprio nelle democrazie anglosassoni.
Tutta la vicenda si è consumata nel giro di una settimana. È stato infatti il Telegraph a dare per primo la notizia, a fine agosto, dell’evasione fiscale della Rayner, la quale, pur di non pagare le tasse dovute, ha fatto figurare come residenza principale la sua casa al mare, nell’esclusivo quartiere di Hove nella contea di Brighton, appena comprata.











