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Gli agenti sono stati fatti oggetto di lancio di uova e di insulti: "Certi ambienti non hanno nulla a che vedere con la partecipazione civile"
Insulti al governo, petardi e uova contro le forze dell'ordine: c'è tutto il repertorio dei centri sociali nella manifestazione che si è svolta a Milano nel pomeriggio di ieri in favore del Leoncavallo sgomberato. Due cortei che si sono incontrati, fortunatamente senza causare scontri con le forze dell'ordine, ma comunque tenendo un comportamento censurabile. I manifestanti sono riusciti ad arrivare in Piazza Duomo, accesso che, inizialmente, era stato vietato. Qui qualcuno ha lanciato cori di insulti contro il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Qualche manifestante è anche salito sulla statua di Vittorio Emanuele dove si è schierata la polizia in assetto antisommossa.
"Chi insulta le istituzioni, lancia oggetti contro la Polizia e rivendica l’illegalità come diritto, in realtà non sta esprimendo dissenso ma sta minando la democrazia. Le continue provocazioni di chi pretende di vivere al di sopra delle regole confermano che certi ambienti non hanno nulla a che vedere con la partecipazione civile ma solo ed esclusivamente con la sopraffazione", ha dichiarato Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp. "A Milano nel corso del corteo per il Leoncavallo, così come a Vicenza durante le manifestazioni dei no-Tav, è emerso con chiarezza che la violenza resta l’unico linguaggio di chi si oppone allo Stato. Ed è ora che lo si dica chiaramente: non possono esserci zone franche in cui l’ordine pubblico diventa terreno di sfida per antagonisti e centri sociali. Un plauso va agli operatori di Polizia, che hanno gestito con professionalità e fermezza situazioni tese e provocazioni vergognose, e tutta la nostra solidarietà al ministro Piantedosi, che ha ribadito la linea della legalità nonostante gli insulti scomposti e inaccettabili che gli sono stati rivolti durante la manifestazione", ha concluso il sindacalista.






