Dieci anni fa, nel cuore del Rione Sanità, veniva ucciso Genny Cesarano, 17 anni, vittima innocente della camorra. Era l’alba del 6 settembre 2015 quando una raffica di colpi esplosi da un commando armato lo colpì mortalmente. Oggi, la città lo ricorda con una giornata intensa di memoria e speranza, promossa dalla Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, insieme a Libera, al Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità, al comitato “Genny Vive”, al CSI (Centro Sportivo Italiano) e al Comune di Napoli. La mattinata si è aperta al Campo San Gennaro dei Poveri, dove si è svolto il Primo Torneo di Calcio “Genny Cesarano”, con le squadre Don Guanella, Spakkanapoli e Internapoli.
Il campo, che presto sarà intitolato a Genny, è diventato un simbolo di rinascita per il quartiere. “Il campo di Genny è fiorito, di petali rossi, azzurri e bianchi, con i colori delle tre compagini che in suo nome giocano – Ha scritto la fondazione Polis, in un post su facebook - Dieci anni dopo, il viso di Genny ha generato sport e bellezza per le giovani generazioni del Rione Sanità e non solo.”
“Qui alleniamo 250 bambini – ha detto Antonio Cesarano, il papà di Genny - Abbiamo stipulato un protocollo con associazioni e privati per togliere i ragazzi dalla strada. Dobbiamo liberarci dalla violenza e far ragionare i giovani. Ci sono tanti progetti, serve solo volontà. E serve partire dai genitori.” All’iniziativa era presente anche Mario Morcone, assessore regionale alla Legalità: “Questa è una vicenda che ha avvelenato la vita civile di Napoli – ha detto Morcone - Ma oggi vediamo il rilancio della comunità attraverso lo sport.






