Milano, 6 set. (askanews) – Ha preso il via a Milano, dietro lo striscione “Leoncavallo, il sogno dell’alternativa”, il corteo nazionale convocato dopo lo sgombero dello spazio pubblico autogestito avvenuto il 21 agosto dallo stabile di via Watteau. L’intervento delle forze dell’ordine, disposto dal ministro dell’Interno con due settimane di anticipo rispetto alla data prevista e senza il coinvolgimento della Giunta comunale, aveva scatenato forti polemiche.

La manifestazione, a cui partecipano decine di migliaia di persone, è partita dal concentramento ufficiale di Porta Venezia, dove sono confluiti in corteo poco prima anche alcuni collettivi antagonisti e studenti, con in testa il Cantiere, partiti da piazza Duca D’Aosta verso le 13. Qui, lungo il percorso, un gruppetto di giovani ha fatto un blitz pacifico salendo dalle impalcature in cima al cantiere del “Pirellino” dove hanno appeso due striscioni con la scritta “Occupare è giusto” e “Contro la città dei padroni”, tra slogan contro gli “la città degli speculatori”, vernice rosa, fumogeni e bandiere palestinesi.

Con la parola d’ordine “Giù le mani dalla città”, la manifestazione è organizzata dall’omonimo comitato e ha raccolto adesioni da centri sociali, organizzazioni studentesche, reti femministe, movimenti per la casa, sindacati e numerosi esponenti della società civile, artisti, intellettuali e personaggi pubblici da tutta Italia, a riprova del ruolo che il “Leonka” ha avuto in cinquant’anni di attività come luogo di aggregazione e produzione culturale, e come laboratorio politico e sociale. In piazza anche Alleanza Verdi e Sinistra, con il segretario di SI, Nicola Fratoianni, Rifondazione Comunista e diversi esponenti del PD con il segretario metropolitano Alessandro Capelli, senza però le bandiere di partito. In corteo anche Anpi e Arci. Assente il sindaco, a Parigi per l’inaugurazione della tournée europea del Teatro alla Scala.