La scena muta va bene per i pesci in un acquario: non a scuola, e di certo non il giorno in cui si sostiene l’esame di maturità, prima vera prova per tanti ragazzi alla fine di un percorso di studi superiori e di una nuova fase della vita. Lo sappiano quei liceali in lotta con il “sistema” che a luglio hanno deciso di tenere la bocca chiusa davanti ai professori «in segno di protesta» contro le modalità dell’esame e la legittimità dell’attribuzione del voto. «Rifiutiamo una scuola incentrata solo sui voti, come se fossero solo i voti a doverci rappresentare», sono le loro motivazioni, «una scuola sempre più alienante, cieca ai bisogni degli studenti, con un’impostazione quasi ossessiva sul risultato, che ha perso di vista l’obiettivo di farci crescere». Costoro dal 2026 saranno bocciati senza possibilità di appello e costretti a ripetere l’anno: così prevede, infatti, la riforma dell’esame di maturità licenziata ieri dal Consiglio dei ministri. Una riforma che cambia dal nome: esame di maturità e non più esame di Stato e soprattutto dalla prova orale, introducendo quattro materie (decise a gennaio con decreto ministeriale) da portare all’interrogazione di fronte alla commissione esaminatrice e fa scomparire la discussione sul documento che aveva sollevato molte perplessità e molta ansia anche negli studenti.
Esame di Maturità, scatta la rivoluzione: chi rischia la bocciatura "automatica" | Libero Quotidiano.it
La scena muta va bene per i pesci in un acquario: non a scuola, e di certo non il giorno in cui si sostiene l’esame di maturità, pri...











