Una grossa speculazione dietro i continui incendi che stanno devastando le campagne del basso Salento cambiandone radicalmente la fisionomia. Affaristi senza scrupoli, contigui ad ambienti della malavita, avrebbero allungato le mani sul business della legna. Le campagne bruciano dodici mesi all’anno. Senza un distinguo tra periodi più freddi e più caldi.
Centinaia e centinaia di ettari di terreno non offrono, ormai da tempo, i colori di una volta: tratti distintivi di quelle distese di alberi secolari ormai decimati. Una desolazione dettata dal virus della xylella. Un triste scenario che si estende per chilometri dove l’odore acre della fuliggine si mescola con la morìa degli alberi.
Helen Mirren: “Giovani e artisti insieme in Puglia per salvare gli ulivi: così fermeremo la xylella”
di Vincenzo Pellico
Su una simile strage, si sarebbe allungata l’ombra di una grossa speculazione gestita da soggetti che avrebbero fiutato il business della vendita di tonnellate di legna da destinare a terzi. Tra i terreni del basso Salento, da tempo, si aggirerebbero soggetti, spesso emissari di ditte - con sede Calabria - attive nella eradicazione delle campagne. Il modo con cui approcciano questi soggetti è ormai noto da queste parti: avvicinano i proprietari delle campagne per sondare la disponibilità a vendere i terreni o a eradicare gli alberi malati. Nessuna minaccia. Né esplicita o velata. È una prassi conosciuta ma che in tanti hanno paura di raccontare. C’è, però, chi ha deciso di rompere il muro del silenzio, seppur in forma anonima.






