Il leone Blondie, maschio dominante di un branco e parte di uno studio dell’Università di Oxford, è stato abbattuto a fine giugno nei pressi del parco nazionale di Hwange, in Zimbabwe. Aveva solo cinque anni, indossava un collare GPS per ricerche scientifiche ed era diventato un’attrazione turistica internazionale. La sua morte ha riacceso la polemica sulla caccia ai trofei, a dieci anni dalla vicenda di Cecil.

Un leone studiato dall’Università di Oxford

Blondie era seguito dal Wildlife Conservation Research Unit (WildCRU) di Oxford, che ne monitorava i movimenti grazie a un collare sponsorizzato dall’organizzazione Africa Geographic. Secondo i ricercatori, guidava un branco composto da tre femmine adulte e dieci cuccioli.

“Siamo sgomenti e arrabbiati. Il fatto che il collare di Blondie, ben visibile, non abbia impedito che fosse offerto a un cliente per la caccia conferma la dura realtà: nessun leone è al sicuro dai fucili della caccia ai trofei – spiega Simon Espley, CEO di Africa Geographic – . Era un maschio riproduttivo nel pieno della sua forza, rendendo ridicole le ripetute affermazioni secondo cui i cacciatori di trofei prendono di mira solo maschi vecchi e non più riproduttivi”.