Avete presente i pop-up? Compaiono di colpo sullo schermo dello smartphone per ricordarci qualcosa che dobbiamo fare o a sollecitare un’azione. Anche in sanità lo screening cardiovascolare “pop-up”, vale a dire realizzato in modo del tutto imprevisto e non programmato, potrebbe diventare una strategia per sfidare con successo le malattie cardiovascolari, come infarto ed ictus. Perché, grazie ad iniziative di sensibilizzazione e test come quelle che si praticano in farmacia o in piazza (per citare alcuni esempi), si potrebbero identificare persone “insospettabili” e difficili da raggiungere. Con un impatto sulle opportunità di definire percorsi di prevenzione mirati e, quindi, far calare il rischio cardiovascolare.

A segnalarlo è una nota dell’American College of Cardiology, che riprende uno studio pubblicato sul Journal of American College of Cardiology presentato contemporaneamente al Congresso della Cardiac Society of Australia and New Zealand. Secondo la ricerca, i test eseguiti quasi per caso per scovare chi è a rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (e, quindi, infarto, ictus e non solo) effettuati presso le farmacie comunali e durante grandi eventi sportivi possono identificare le persone con fattori di rischio cardiovascolare non controllati.