MESTRE - Sposi avvisati, matrimoni salvati. Ma più che un avviso alle coppie che convolano a nozze, quello di don Roberto Trevisiol, arciprete di Chirignago (frazione di Mestre) dal 1987 e con 75 primavere alle spalle, è un “altolà” a quelle spose che non si presentano puntuali in chiesa. E non con un ritardo che si potrebbe definire simile al “quarto d’ora accademico”, ma attese anche di mezz’ora e perfino oltre perché, nell’era dell’immagine, bisogna essere assolutamente perfette, impiegando ore per vestizione, trucco e parrucco. E così don Roberto - ormai esasperato dopo l’ennesimo matrimonio iniziato con tre quarti d’ora di ritardo - ha deciso di passare alla controffensiva: «Gli sposi, e la sposa in particolare, non sono puntuali? - mette in guardia il sacerdote - Sappiano che d’ora in poi uscirò dalla sacrestia tanto tempo dopo quanto tempo di ritardo avrà totalizzato la sposa». E, con 45 minuti di ritardo della sposa, significa l’avvio della marcia nuziale un’ora e mezza dopo l’ora fissata per la cerimonia. Per la gioia degli ospiti.
Don Roberto è uno di quei preti fumantini che non dicono le cose a metà. Anzi, come in questo caso, le scrivono nero su bianco sul foglio parrocchiale. Così, nelle mani dei fedeli della chiesa di San Giorgio, da ieri c’è il suo “editoriale” dedicato soprattutto alle spose ritardatarie capaci, come nel caso dei recentissimi 45 minuti di ritardo, di far sudare freddo i futuri mariti, far sbuffare parenti e amici, e innervosire il celebrante. «Giuro che avevo voglia di scappare dalla chiesa e lasciare tutti lì - racconta a mezza voce -, ma poi ho pensato a quali “penali” avrei dovuto pagare per un matrimonio saltato tra inviti, fotografi, ristorante e tutto il resto...».










