La ex locomotiva d'Europa si rimetterà in marcia solo se le riforme proposte dal governo Merz saranno attuate con rapidità. A fornire carburante per provare a ripartire dovranno essere i maxi investimenti in infrastrutture e difesa e gli “impulsi fiscali”. Le nuove previsioni sulla crescita dei principali istituti economici della Germania sono una doccia gelata per il cancelliere conservatore: le stime sul Pil, già basse, sono state tagliate anche di 4 decimi di punto. Investimenti deboli, consumi stagnanti, tasso di disoccupazione ai massimi da 10 anni sono solo alcuni dei problemi a cui la coalizione Cdu/Csu-Spd dovrà porre rimedio. Impietosa la fotografia scattata dall'istituto Ifo, secondo cui l'economia tedesca «rimane impantanata».

Dopo la stagnazione nella prima metà del 2025, si stima che il Pil crescerà dello 0,2% (era lo 0,3% nelle precedenti previsioni) quest'anno e dovrebbe aumentare rispettivamente dell'1,3% (era l’1,5%) e dell'1,6% nel 2026 e nel 2027. «Il nuovo governo federale contribuirà alla ripresa, a condizione che attui con determinazione i piani di stimolo fiscale, per le infrastrutture e la difesa, annunciati durante i negoziati di coalizione», confermano gli analisti dell'Ifo.