Milano, 5 set. (askanews) – Il contributo dei ricercatori italiani che operano all’estero rappresenta un patrimonio fondamentale per la crescita scientifica, tecnologica e culturale del Paese. Tuttavia, ad oggi, il ruolo delle Associazioni dei Ricercatori Italiani all’Estero non è ancora riconosciuto da un quadro normativo chiaro e strutturato. È arrivato il momento di colmare questo vuoto legislativo. Lo ha detto Fabio De Furia, Presidente della Miami Scientific Italian Community e, della California Scientific Italian Community a margine dell’incontro con la stampa per la presentazione delle attività 2026/2027.

Le associazioni che riuniscono ricercatrici e ricercatori italiani nel mondo costituiscono una risorsa attiva e dinamica: costruiscono reti internazionali, promuovono collaborazioni tra istituzioni, facilitano la mobilità dei talenti e aumentano la visibilità della ricerca italiana a livello globale. Da anni, siamo impegnati a favorire connessioni concrete tra ricerca, innovazione e territori, contribuendo al rafforzamento della presenza italiana nel sistema scientifico e tecnologico mondiale.

Non si tratta più di affrontare la retorica della “fuga dei cervelli”, ma di valorizzare chi, anche dall’estero, continua a contribuire allo sviluppo del Paese, mantenendo vivo il legame con l’Italia e con il suo sistema scientifico.