La clonazione del profilo personale Instagram è sempre più preoccupante, al netto delle statistiche ufficiali, poiché non colpisce più solo le personalità pubbliche ma anche la comune utenza. Già nel 2022 l’ultimo rapporto Censis-Deepcyber confermava un 20,8% degli italiani oggetto richieste di denaro da parte di sconosciuti sul web e un 17,1% coinvolto in conversazioni e frequentazioni con persone presentatesi con una falsa identità. In sintesi da tempo i criminali si mimetizzano per intercettare chiunque, approfittando di ogni vulnerabilità per estorcere denaro. A monte esiste non solo la creazione ad hoc di falsi profili, ma anche il furto di esistenti. Prove ne sia che l’81,7% degli italiani “teme di finire vittima di furti e violazioni dei propri dati personali sul web”. Fra le attività che vengono percepite a maggior rischio (dagli utenti) c’è proprio l’utilizzo di account social come Facebook e Instagram (54,6%); solo la consultazione online di siti è considerata più esposta.

Oggi i pirati informatici sono in grado di rubare un profilo Instagram ed eventualmente replicarlo in ogni elemento: dati personali, feed, collegamenti, preferiti, tutto insomma. I motivi possono essere molteplici. Se un tempo per le personalità pubbliche l’azione poteva avere mire estorsive o ricattatorie, adesso ai truffatori fa comodo disporre di profili reali rubati per attività di altro tipo, come ad esempio la propaganda politica, azioni di molestia, fino a vere a proprie attività criminali sotto mentite spoglie.