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La prossima domenica, intorno alle nove di mattina, la newsletter del Post che si chiama Charlie arriverà di nuovo negli account di posta di decine di migliaia di iscritti, abbonate e abbonati del Post, dopo qualche settimana di vacanza ad agosto. E avrà intanto compiuto cinque anni, perché fu proprio ad agosto, nel 2020, che la inaugurammo. Avevamo osservato allora che nell’informazione giornalistica italiana era assai trascurato di raccontare e spiegare fatti, notizie e cambiamenti che riguardano il giornalismo stesso e le vicende delle aziende che lo producono: argomento invece molto trattato dai media di altri paesi. E allo stesso tempo avevamo realizzato che il Post, con allora un decennio di esperienza di osservazione e frequentazione di quei cambiamenti e sviluppi, avesse accumulato attenzioni e conoscenze utili a poter attenuare quella mancanza.

In cinque anni Charlie ha non solo raccolto un enorme numero di lettori e lettrici, ma è riuscita a tenere un equilibrio nella sua divulgazione che l’ha resa preziosa e seguita nelle redazioni italiane e tra chi lavora intorno al giornalismo, ma soprattutto tra chi del giornalismo è destinatario e se ne serve quotidianamente per ottenere una maggior conoscenza della realtà, dei fatti e delle notizie. Diventando un avvincente strumento di maggior comprensione e approfondimento sui meccanismi che governano le informazioni così come ci raggiungono, soprattutto online, ma anche attraverso la carta e gli altri mezzi.