MESTRE - Alla fine sarà qualcosa di simile ad Alcatraz, la celebre prigione, ma era l'unico modo per evitare che, con l'arrivo della brutta stagione, i bivacchi alle ex Poste di piazzale Donatori di sangue lievitassero all'ennesima potenza. Da ieri 4 settembre, in base ad un accordo tra la proprietà e il Comune che aveva segnalato la situazione generata dall'abbandono del palazzo, è infatti in corso l'installazione di una maxi-recinzione per impedire l'accesso alla scalinata che conduceva all'ingresso delle Poste centrali. Un'operazione anti-degrado che si va a sommare con quelle messe in atto in altri edifici abbandonati, ma anche - come nel caso dell'hotel Bologna in via Piave - in angoli della città dove tossicodipendenti, sbandati e spacciatori si sistemano a decine.

Le griglie metalliche, alte oltre due metri, sono state montate lungo l'intero perimetro del portico e della scalinata delle ex Poste, anche sulla facciata per evitare che qualcuno tenti comunque di arrampicarsi per raggiungere un posto coperto. Del resto, da quando a metà gennaio lo storico ufficio aperto nel 1954 ha chiuso definitivamente i battenti per trasferirsi nella nuova sede allestita in via Einaudi 54, sopra quella scalinata sono iniziati i bivacchi costanti di qualche sbandato, con il conseguente accumulo di cartoni, rifiuti, bottiglie ed altra immondizia in un punto ormai deserto ma, comunque, di passaggio. E tutto ciò mentre l'edificio, tutto intero, è sul mercato da oltre un anno in cerca di un acquirente pronto a sganciare 6 milioni e 50mila euro per 4.700 metri quadri di uffici «che - sostengono dalla Coldwell Banker Commercial Realty Advisory Spa che ne sta curando la vendita - si presta potenzialmente ad una valorizzazione e riconversione in residenziale, anche sotto forma di affitti brevi o studentato». Uno dei tanti "buchi" della città, che si è recentemente aggiunto a quello - immenso - della confinante ex Telecom, o dell'ex ospedale Umberto I, ora comunque sigillati per impedire l'ingresso degli abusivi.