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5 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 12:58
Prima la Serbia, ora l’Algeria. La Fiat Grande Panda raddoppia e, dopo mesi di indiscrezioni, è ora ufficiale quale sarà la seconda fabbrica dalla quale la vettura uscirà assemblata. Uno dei sempre più sofferenti stabilimenti italiani? Macché. Il sito scelto per montare i pezzi – che arriveranno da altrove – è in Algeria, a Tafraoui, nella zona occidentale del Paese nordafricano. A Torino, quello che i vertici di Stellantis continuano a definire il “cuore pulsante” dell’azienda, l’auto è stata solo concepita nel Centro Stile Fiat e presentata in pompa magna in piazza pagando il concerto della festa patronale, costato un milione di euro, con il placet del Comune guidato dal dem Stefano Lo Russo. Un format poi replicato in estate, in sedicesimo, in diverse località balneari della Penisola.
Continua, quindi, il trasferimento tecnologico di Stellantis verso il Nord Africa, dove da anni sta puntando a espandere anche la catena di fornitori e subfornitori locali superando il 35% di componenti, anche invitando le aziende della filiera italiana a traslocare le proprie fabbriche. L’investimento sul sito nella provincia di Orano sta del resto dando i suoi frutti: dai 18mila veicoli prodotti nel 2024 tra la 500 e il Doblò, le previsioni aziendali parlano di circa 90mila nel 2026 e di un 2025 che si dovrebbe chiudere attorno alle 60mila unità. Un dato che racconta bene la situazione: sulla base dei risultati del primo semestre, Mirafiori farà fatica ad arrivare a 30mila vetture e Cassino difficilmente sfonderà le 20mila.







