“Per me sembrava immortale, quindi la notizia della sua scomparsa mi sembra irreale”. A poche ore dalla notizia della scomparsa di Giorgio Armani, Donatella Versace ha affidato al Corriere della Sera un ricordo personale, commosso e potente, che riscrive la storia di un rapporto spesso raccontato in modo superficiale. “Grande, grandissimo. Non ci posso credere sia successo“, esordisce la stilista, la cui prima preoccupazione, al telefono, è chiedere come poter contattare la famiglia di Armani per esprimere una vicinanza che “lei conosce bene”, in un chiaro riferimento al dolore per la perdita del fratello Gianni.
Per decenni, la narrazione della moda italiana si è fondata sul dualismo tra lo stile misurato e sobrio di Armani e quello barocco e audace di Versace. Una contrapposizione alimentata da un aneddoto leggendario, quello in cui Gianni avrebbe detto a Giorgio: “Tu vesti le donne eleganti, io le zoccole”, poi passato alla storia nella versione più “soft” come: “Armani veste le mogli, Versace le amanti”. Ma ora, nel giorno del lutto, Donatella spazza via le “scaramucce” e rivela la verità di quel rapporto: “La gente considerava lui e Gianni nemici a causa del loro stile diverso, ma la verità è che, nonostante fossero così diversi, si rispettavano, si ammiravano tantissimo”. E aggiunge: “Indubbiamente erano stili diversi. Ma il risultato è stato lo stesso: arrivare ovunque”.












