Durante gli anni al City si diceva che il viso di Kevin De Bruyne - ieri vittorioso con il Belgio anche se senza la fascia da capitano - fosse il miglior indicatore della sua condizione fisica durante una partita. Più era rosso e più il centrocampista era stanco. C’è chi quel volto a tratti paonazzo l’ha conosciuto e scoperto prima degli altri. «Era così fin da bambino» assicura Jan Van Troos, in quegli anni responsabile dello scouting giovanile del Kaa Gent.
De Bruyne, chi era da bambino: la scuola e il pallone «solo per lui», seduto in mezzo al campo per non uscire dopo una sconfitta
Calmo, estremamente competitivo e fissato con il calcio: il piccolo Kevin era così. Lo ricorda bene Jan Van Troos, lo scout che l’ha scoperto nel 1998: «Voleva diventare il più forte al mondo»







