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Il Ct: "Responsabilità, non paura". E vara una squadra d’attacco con l’usato sicuro
«Sento tanto la responsabilità anche perché ho vestito questa maglia, ma paura no». Per Gattuso è arrivato il momento delle prime risposte da ct. Estonia, poi Israele, tutto in quattro giorni, possibilmente senza sbagliare e magari facendo tanti gol.
Il nuovo ct, a differenza dei suoi predecessori Mancini e Spalletti che spesso testavano l'undici della gara già due giorni prima, ha voluto tenere tutti sulla corda: allenamenti con i giocatori sulle situazioni e niente esercitazioni con una formazione definita. Dunque, Gattuso punta sul senso di appartenenza e di responsabilità. «Ma innanzitutto conta lo spirito di squadra e quello è nel Dna dell'Italia», ha ricordato ieri il ct. La prima svolta è arrivata: niente defezioni facili concordate tra club e giocatori, che avevano compromesso i risultati della squadra dei precedenti tecnici. Tutti e 28 i convocati hanno risposto presente, compresi Tonali (che come nell'ultima gara con il Newcastle - nonostante i problemi alla spalla - stasera giocherà grazie a un'infiltrazione) e Scamacca che ieri ha dovuto però alzare bandiera bianca e lasciare Coverciano dove era arrivato con un ginocchio dolorante.






